Il pesce azzurro “a scottadito”
Cucinare con semplicità non è sempre così semplice, appunto. Se è vero che una materia prima di buona qualità necessita di poca lavorazione, è altrettanto vero che è fondamentale conoscere bene quella stessa materia prima per poterla trattare al meglio.
Qualche tempo fa, una comitiva di piacevoli ragazzi ha acquistato qualche etto di saraghina dal nostro banco del pesce. Una volta alla cassa, con un sorriso ci hanno chiesto:
Ora che abbiamo la saraghina, come facciamo a renderla buona come la vostra?
Di lì la riflessione: perché non dare qualche consiglio di cucina sul nostro nuovo blog? Oggi parliamo quindi della cottura a scottadito, come la intendiamo noi.
Tra i prodotti del mare, quello che più si presta a questo tipo di cottura è il pesce azzurro: saraghine, sarde e alici sono le regine dello scottadito, ricche e gustose per natura. Probabilmente la saraghina, con le sue carni più grasse e tenere, è la più appetitosa delle tre sorelle, ma questo rimane un giudizio soggettivo.
Il trucco sta dunque nel conservare ed esaltare queste peculiarità naturali attraverso una cottura morbida; una scottata di pochi minuti alla brace su entrambi i lati del pesce (circa 3/4 minuti per parte) sarà più che sufficiente. È essenziale che la griglia sia ben calda, per evitare che il pesce risulti “lessato” a causa della bassa temperatura. Inoltre, è importante ungere la griglia (con un pennello, ad esempio) prima di adagiarvi sopra il pesce, anch’esso precedentemente passato nell’olio.
Nessun segreto, quindi, e niente tecniche di cucina elaborate: la bontà del piatto risiede proprio nella sua semplicità. Riconoscere l’essenza dell’alimento e valorizzarla piuttosto che mascherarla, è il punto di partenza per ogni amante della buona cucina. Infine, ricordate che saraghina, sarda e alici a scottadito si mangiano rigorosamente con le mani… Altrimenti, che scottadito sarebbe?
